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Ti mostro tutto ciò che ho da offrire perché tu possa farlo Tuo,
senza privarmene ma ugualmente possederlo per sempre,
con il solo sguardo, con il solo gesto, con il solo pensiero,
nelle Tue mani così come nella mia mente.
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Dall’ultimo incontro del mese scorso ci siamo sentiti poco, scritti ancora meno e visti per nulla, fatta eccezione per un servizio fotografico che Lui mi ha richiesto dove ero solamente orifizi, plug e omaggi scritti. Niente volto, niente seno, niente gambe. Utilità al cento per cento, scevra persino dal piacere della vista di gradevoli e composte fattezze (tutto sommato posso ritenerle tali…). Di una foto in particolare Lui ha detto “sembri davvero uscita da un fumetto di Manara”. Non è da tutti i giorni un complimento del genere, che tra le altre cose sottintende femminilità e sensualità irresistibili, soprattutto elargito da Lui che tende sempre ad evidenziare il difetto e non il pregio, forse volutamente.
Quest’anno ormai passerà così, senza
Oggi, non c’è davvero situazione, condizione e distanza che mi faccia sentire meno Sua di quando Sua lo sono concretamente tra le Sue mani mentre prende e toglie ciò che più Gli piace.
Oggi mi sento davvero
E’ come se oggi avessi smesso abiti che fino a qualche mese fa, in fondo tempi non lontani, mi sembravano indispensabili nonostante fossi consapevole di quanto ingombrassero, tanto da inciamparvi in continuazione. E mi accorgo di quanto fossero d’impiccio più per me che per Lui, pur avendo la convinzione opposta. Del resto le parole non sempre insegnano; a volte fanno solo riflettere, e spesso questo non basta, altre volte invece accendono l’ambizione, e forse questo in qualche caso basta per farci capire come raggiungere la meta…
Ad ogni passo avanti che faccio, una piccola conquista verso l’utilità pura, la sensazione è quella di stravolgere le carte in tavola, della cui disposizione logica ero convinta fino al giorno prima. La verità è che ad ogni piccolo traguardo le carte si ordinano creando un paradossale è apparente scompiglio, mentre le certezze si saldano trovando il proprio posto stabile dentro di me. E forse è proprio così che si matura e si prende più coscienza di sé. Mettendo al posto giusto le cose importanti e sbarazzandosi di quelle inutili, almeno fin quando non si è ancora capaci di dar loro l’importanza che hanno e viverle di conseguenza.
E se si è coscienti di sé stesse, beh, allora non c’è più ninnolo che serva per sapere chi siamo…

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Questo è proprio un periodaccio. Impegnativo e sfortunato.
La prima cosa che ho fatto in quest'ora libera da impegni di lavoro (come sempre portati alla scadenza tutti quanti insieme) e Sue consegne (in fondo più piacevoli e meno cervellotiche delle consegne lavorative. Che bello essere femmina!) è stato iscrivermi nuovamente al “sito per eccellenza” del gioco degli scacchi online.
Non che aver smesso i panni di una cantante rock degli anni sessanta mi renda meno schiappa, diciamo però che la nuova immagine mi conferisce un’impostazione mentale più convinta. Entro sentendomi una regina e non un pedone quale sono…
. Mettiamola così. Anche se mi gaso sempre inutilmente. Mi schiacciano come una mosca pure i principianti!
Forse dovrei giocare seduta su di un plug. Temo però che finirei col tirarlo in testa a qualcuno; sono troppo permalosa e prenderei a pluggate il mondo intero…
Tre pensierini per l’anno a venire:
1) speriamo che non piova troppo
2) speriamo che la domanda dell’olio extravergine di oliva salga alle stelle
3) speriamo che sia una buona annata per il vino
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Parlo come femmina (ma in fondo anche come persona).
Io quello che sono oggi lo devo soltanto a Lui. Generalmente si usa l’espressione “nel bene o nel male”, in questo caso userò esclusivamente “nel bene”, dal momento che le stonature ci sono ma sono le stesse che c’erano ancor prima che Lui mi prendesse tra le Sue mani. Smussate, ma caratteriali, per questo davvero difficili da piegare o se vogliamo semplicemente da cambiare…
Ma certamente non parlerei e penserei e agirei come faccio oggi se non fosse per il Suo insegnamento; non tanto simile ad una lezione didattica quanto più simile ad una lezione umana di responsabile maturità e onestà intellettuale.
La profonda conoscenza a cui Lui mi ha guidata, del personale bisogno di aderire alle esigenze di un uomo sì, ma che alla fine è una profonda conoscenza di sé, è qualcosa che nessun altro potrà mai donarmi.
Oggi no.
Ed è qualcosa per cui serberò per sempre un bel ricordo e una profonda riconoscenza. Questo è un aspetto che non può mutare.
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Qui sta la mia.
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Nuda è la carne e nudo è l’animo
sotto il Tuo sguardo.
La mia pelle freme
al tocco di mani che mi conoscono, le Tue.
Mai mi sono sentita così cristallina.
Mai mi sono sentita così forte.
Mai mi sono sentita così conosciuta.
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La chiusura del blog era già prevista nel momento in cui ho valutato insieme a Lui di aprirne uno non fine a sé stesso ma con uno scopo preciso. Perché questo è; anche in barba a qualche stolta che ne ha costruito attorno l’antagonismo utile ad emergere dalla desolazione in cui fluttuava 
Ho risposto privatamente a messaggi di qua, in Splinder, e di là, in Libero - eh sì! Io ho tutto doppio. Sono il doppione di me stessa, che onore, senza false modestie…
Ma il punto è proprio questo: dispiacersi per non leggere più il post del giorno è la chiave. Io non sono il blog, quello deve servire per rivelare un’affinità, ma poi si esce da queste pagine a sfondo nero con titoli in rosso e si corre incontro a Chi ha saputo dare una coscienza a quelle parole che si sentono compatibili a ciò che si ha dentro. In fondo io non sono che il portato del Suo pensiero, solo lo esprimo facendo un uso non sempre corretto della lingua italiana, come invece sa fare Lui. Sorrido, perché se fosse il contrario ne uscirebbe una presentazione davvero grottesca, almeno per chi come me crede che il fascino maschile non risulti dominante da come si impugna una frusta…
La sola domanda che rimarrà senza risposta è se siano sufficienti quattro mesi per valutare l’efficacia di questo mezzo, ovviamente tenendo chiusi gli occhi mentre si naviga qua e là, perché se ci si basa sull’impressione di altri blog simili nel fine, finisce che uno piuttosto si iscrive ad un corso di vela! Anche abitasse in Val di Susa…
Ma come non poter considerare a tutti gli effetti una risposta il fatto che E., la fica che Gli ho consegnato tra le mani io, non l’ho conosciuta tramite il blog e F., la figura più simile ad una “sorellina” che ho oggi, Lui non l’ha conosciuta tramite il blog? E riguardo a quest’ultima, devo dire essere un elemento che incide con un doppio peso in questa risposta: il fatto che F. non sia una presenza occasionale e che si sia affermata attraverso il contatto diretto con Lui, la dice lunga sulle probabilità che un blog gestito poi da un’intermediaria, che sarei io, possa sortire qualche risultato concreto. Può tutt’al più creare un alone di popolarità e curiosità, a cui personalmente non sono troppo interessata.
Senza contare che trequarti dei contatti avuti nel contempo sono tornati a riva come tartarughine respinte dalle onde del mare… La selezione è un processo naturale al quale non si può far fronte.
Comunque lo lascio qui dov’è, stavolta decido così. Per chiuso che sia se ci sarà mai una parte terza voglio quantomeno risparmiarmi di riprendere da zero un’altra volta. Anche se nel frattempo una persona molto gentile mi ha indicato una piattaforma migliore…uhm! 
Con questo ho risposto anche ad un paio di persone che mi chiedevano...
Quanto a me, dedico a Lui questo disegno 
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Mi sono presa qualche giorno di pausa prima di tornare a scrivere sul blog. Del resto dopo le conclusioni tratte da Lui e da me in merito a questa iniziativa, non è che avessi tanta fretta di aggiornarlo.
Non ho mai riposto molte speranze nel blog al fine di trovare ciò che cerco, anche perché di esempi - più o meno grotteschi - sull’inefficacia di questo mezzo nella ricerca di altre femmine inclini all’adesione del piacere maschile, il Suo in questo caso, ce ne sono davvero a dozzine nel web.
Io non mi reputo né migliore né peggiore.
Diciamo che non ho voluto lasciare intentata questa strada. Ho accantonato le riserve - molte - su una presentazione virtuale di sé stessi e sono andata dritta verso quello che rimane un mio obiettivo, senza soffermarmi troppo su tutto il resto.
Più o meno con il paraocchi, come i cavalli.
Ho allacciato contatti solo con femmine che potevano essere interessate a ciò di cui parlo e ho fatto cadere ogni altro contatto che fosse interessato a qualcosa di diverso. Non ho mai sentito l’esigenza di stringere amicizia con altre femmine già legate ad una figura dominante o di far parte di comunità o correnti o congreghe, per condividere o affermare o associare una linea di pensiero. Che io nemmeno ritengo tale e di conseguenza non necessito di difendere e sostenere e replicare pubblicamente.
Non ho mai cercato un confronto o un paragone con altre femmine anch’esse rimesse al piacere di un riferimento dominante maschile che non sia Lui, e non ho davvero mai confuso la perfezione virtuale, anche di una teoria se vogliamo, con l’imperfezione della realtà.
Non ho mai associato il blog alla mia adesione a Lui volendone fare il teatrino de “il padrone e la sua schiava”; non è stato che un mezzo per la mia ricerca fino ad oggi, non certo il luogo dove affermare chi sono e ho scoperto di essere grazie a Lui. Perché per virtuale che sia c’è un pubblico che legge, difficile sostenere che non si ostenta pubblicamente ciò che si è. Ma no, nemmeno per questo l’ho utilizzato. Mi sento
Questo io l’ho sempre avuto ben presente. Prima quando Lui ha rimproverato la mia cortesia, che mi spinge a dare una risposta a chiunque anche per declinare l’oscenità di turno, poi quando altre persone hanno rimproverato il mio cinismo, che rende meccanica la mia selezione. Dritta, come un cavallo che ha imparato il suo percorso ad ostacoli, e sa che non è sufficiente saltare quegli ostacoli perché il fantino che lo monta ottenga un punteggio pieno e lui una carezza lungo il muso come riconoscimento.
Allora mi sono messa d’impegno, scrivendo ogni giorno senza curarmi di come gli altri potessero decifrare l’assiduità del mio scrivere. Chi l’ha vissuta come una competizione e chi l’ha interpretata come esaltazione, comunque sbagliando nell’essenza della mia iniziativa: una ricerca che come tale non ha né scadenze né vuoti.
Ma non credo sia bastato e non credo basterebbe in futuro. In alcuni contesti è altro ciò che conta. Nel virtuale l’essenza è proprio essere virtuali. E non è per me. Non soltanto non ne ho bisogno ma proprio non è una condizione compatibile con il mio carattere.
Quello che si diceva a letto con Lui credo sia proprio la conclusione più attendibile: un mezzo come il blog non è più efficace di altri mezzi che oltretutto richiedono un terzo dell’energia e del tempo che si mette in campo qui. Chi ha un autentico interesse non rimane a guardare la facciata come un passatempo che solletica e soprattutto non dà molta importanza al mezzo. La differenza non la fa mai lo strumento ma la persona che lo usa, scrivendo o leggendo.
Nel mio caso posso dire che non è andato a segno né chi ha scritto né chi ha letto 
Negli altri casi non saprei, ma posso affermare con certezza che per la maggior parte delle persone il virtuale non è un mezzo ma un “posto” in cui riflettere sé stessi.
Quindi non so, certo è che quando Lui non crede più tanto in qualcosa, una strada intrapresa, un contatto del momento, finisco col crederci poco anche io, così come l’inverso.
Del resto se io sono ciò che sono - di cui in parte avete letto anche qui, almeno per quella parte che ho voluto rendere pubblica - è solo merito Suo. Non c’è nulla di ciò che ho scritto che ho saputo comprendere da sola. Figuriamoci se non mi sento parte integrante del Suo pensiero tanto da condividerlo in ogni mutamento/evoluzione! 
La sola cosa che so è che io non tengo ad essere un’attrazione ma tengo ad essere qualcosa di utile. Tutto quello che non rientra in questa prerogativa, da subito o col tempo, finisce col non servire più.
L’impressione è che questo blog stia facendo proprio questa fine…
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Mi sono comportata come un’amante che cerca attenzioni, ho rivendicato diritti che assolutamente non ho e non voglio, mi sono lagnata finché Lui non mi ha guardata, Gli ho rotto i coglioni, Gli ho procurato disagio con un comportamento che Lo ha costretto ad intervenire quando invece avrebbe voluto farsi i fatti Suoi uno e poter contare sulla mia stabilità emotiva due. Intervenire per tranquillizzarmi e per riprendermi negativamente, comunque un ingombro. Non ho assunto il peso delle mie parole alle quali non sono stata in grado di attenermi. Mi sono abbattuta inutilmente ingigantendo dei fatti che non erano gravi dando più credibilità alle mie parole che alle Sue, giudicandoli più di quanto non abbia fatto Lui.
Tutto questo in un solo giorno. Ecco lo scivolone che riempie il mio resoconto settimanale di tutto ciò che non sono stata: semplicemente 
La tentazione di glissare l’argomento chiedendo una zampa a qualche esperto di informatica per poter personalizzare il mio template come mi pare senza rischiare di farlo diventare un monitor nero, come è successo l’altro giorno, è forte, ma purtroppo quando combino delle cazzate di questi livelli non riesco a scollarmele di dosso con un’alzata di spalle pensando “ma sì, passerà. Intanto mi vuole ancora ai Suoi piedi”. Una bella cippa! Il posto di privilegio al Suo fianco bisogna meritarlo e saperlo conservare, perché su questo si basa, mica sulla confidenza, sull’abitudine o sulla parità. Non c’è nulla di scontato e non ci sono sconti per nessuna.
Il fatto che mi sia permesso ancora, basta per vedere il lato positivo delle cose e rimboccarmi le maniche, ma non basta a non dare peso al mio comportamento dell’altro giorno. Ed è un bene perché sono determinata affinché non si ripeta più un’altra volta, quasi quanto ad aggiustare questo template come dico io! Ma nel primo caso non voglio fallire nel secondo posso anche accontentarmi…
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Non parlo se non so vedere che quanto scrivo non sempre è poi ciò che nei fatti dimostro.
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Nell’attesa dell’incontro, dove non sarò sola ma ci sarà anche F. - non so se quando entrerò in casa del Padrone lei sarà già lì o se arriverà dopo, se andrà via prima o se andrò via prima io o se andremo via insieme -, non posso fare a meno di pensare a quanto sarà diverso avere al mio fianco un’altra femmina arresa al Suo fascino e pronta a servirlo rispetto ad avere a fianco una femmina motivata unicamente dall’eccitazione della singola esperienza occasionale e pronta solo a farsi usare, come è stato con E. nell’incontro precedente.
Considerando anche che E. l’ho conosciuta prima io e l’ho portata da Lui, mentre F. non l’ho mai né conosciuta né vista - non vedo l’ora di farlo…
Certo, per molti aspetti non ci saranno differenze sostanziali, perché ciò che conta è il Suo piacere, che poi questo sia maggiore se perseguito con dedizione e minore se circoscritto al ricambio di fica, rimane comunque un gustosissimo piacere, il Suo, e tanto basta per farmi felice 
Suppongo che sarà diverso per me.
Avrà un significato molto più profondo anche nella mia ubbidienza vedere un’altra cagnolina scodinzolare ai Suoi piedi desiderosa di aprirsi come un fiore ad ogni Sua disposizione. Arrendersi ad ogni colpo e gioire ad ogni carezza sul capo.
Che sia lo strumento diretto del Suo piacere o che sia lì solo perché Lui vuole vedermi lì quando alza la testa, quel giorno voglio essere puro orgoglio per Lui. Voglio essere la certezza di qualcosa che in parte è già compiuto, definito, che non Lo impegni in alcun modo, nemmeno del peso di un’educazione già impartita.
Voglio essere qualcosa che sia lì per funzionare esattamente per ciò a cui sono chiamata a partecipare. Niente altro.
Sebbene siano ancora molte le cose che devo migliorare e imparare, questo incontro è un privilegio doppio che sento il dovere di curare con altrettanta importanza. E ringrazio Lui per non aver preso una decisione diversa dopo lo scivolone dell’altro giorno…